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il 28 febbraio 2013 ,mio marito di anni 42 , diabetico dall’età di 27 anni circa , aveva un dolore anomalo al piede destro. Il piede era integro , idratato e non lasciava presupporre niente di ciò che sarebbe accaduto.
il medico di base suppose una puntura d’insetto e contemporaneamente, gli propose di fare un eco-color doppler degli arti inferiori. nel frattempo fu sottoposto a terapia antibiotica orale ed intramuscolare.
Dal doppler si evidenziò l’occlusione parziale dell’arteria femorale dx .Fu ricoverato il 5 marzo presso un noto ospedale di………….. . fu sottoposto ad arteriografia, nel frattempo nella zona delle ultime dita si era aperta una ferita che emanava un cattivo odore.
Era comparsa febbre e la glicemia era arrivata a 540. Purtroppo i medici non erano reperibili e grazie al medico di base ,raddoppiando la dose di terapia insulinica orale si riuscì a farla diminuire. Dimesso il giorno dopo l’arteriografia nonostante la febbre alta fummo costretti a recarci tempestivamente presso un altro noto ospedale di …………..
Dopo sette ore d’attesa in pronto soccorso, il medico voleva amputare tutta la gamba. Ad ogni chirurgo vascolare che lo visitava voleva amputargli una parte diversa :chi solo le dita, chi fino al ginocchio chi tutta la gamba , ma intanto il tempo passava ;l’intervento fu programmato per il giorno 12 marzo intanto mio marito peggiorava sempre di più; il piede , sembrava fosse stato crocifisso e la febbre era altissima.
Il venerdì 8 marzo finalmente successe che un’amica su internet aveva trovato il dottor Giacomo Clerici responsabile IRCCS Multimedica di Sesto San Giovanni (Mi) . lo aveva contattato spiegandogli ciò che stava succedendo.
Chiamai subito il dottor Clerici il quale mi sollecitò dire ai colleghi …………. d’intervenire tempestivamente programmando contemporaneamente il ricovero presso Multimedica per il giorno dopo. Dopo la telefonata finalmente i medici si resero conto che bisognava intervenire subito poiché’ la situazione era peggiorata ulteriormente. Fu portato d’urgenza in sala operatoria con conseguente amputazione trans metatarsale del piede dx.
Dopo l’intervento, lasciarono la ferita completamente aperta dicendo che dovesse guarire secondo intenzione; quindi la sofferenza continuava.
Stando sempre in contatto col dottor Clerici al quale mandavo referti e foto, egli sollecitava per un ricovero poiché’ rischiava infezioni che avrebbero portato inevitabilmente a complicanze ben peggiori. La ferita doveva essere chiusa.
Dopo due mesi mio marito si convinse per il ricovero presso Multimedica .
il 7 maggio 2013 fu ricoverato a Milano accolto con umanità, rispetto e competenza da tutta l’equipe medica del dottor Clerici. I pazienti dopo la dimissione non sono lasciati a se stessi, ma vengono in un certo senso” adottati a vita “ e vengono seguiti nel post operatorio fino alla guarigione, purtroppo quando si è affetti da una patologia cronica, ci si deve convivere con la malattia.
Tornati a …………il dottor clerici ci ha riferiti presso il dottor Prisco Vincenzo primario di angiologia presso l’Ospedale Fucito di Mercato San Severino (Salerno) e presso la fondazione onlus Deamedica di Pagani (SA) che si occupa di prevenzione e cura del piede diabetico.
alla Deamedica vari medici collaborano e dico collaborano per tenere sotto controllo il diabete e le sue complicanze. Oggi a distanza di un anno mio marito è guarito e conduce una vita quasi del tutto normale . Viene controllato periodicamente ed è un esempio per chi purtroppo crede che non potrà tornare ad essere come prima.
Il diabete non deve assolutamente sottovalutato, bisogna fare prevenzione ed informazione.
In ……………ci sono tanti medici validi ma purtroppo non hanno le strutture e le attrezzature per poter collaborare ,che dire ,il tempo è fondamentale per agire e cercare di salvare quanto più possibile . il mio ringraziamento è per tutta l’equipe Multimedica ,per per l’equipe di del reparto di angiologia dell’ospedale “Fucito”e di Deamedica per aver dato ai pazienti la speranza per una qualità di vita al di sopra delle aspettative.